mercoledì, 30 aprile 2008

Sabbia

Hausmann
R. Hausmann - Nu de dos sur une plage

Sabbia. Pelle. Corpo. Spiaggia. Sole. Mare. Gambe. Schiena. Caldo.
Lei.
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martedì, 29 aprile 2008

Manifesto (o Manifestino) della mancanza di rispetto verso la Chiesa Cattolica

L’evoluzione dell’uomo ha permesso alcune fondamentali acquisizioni: il principio di non contraddizione, la penicillina, la democrazia, il rispetto per il pensiero altrui. Questo rispetto viene giustamente esteso a tutto ciò che non è puro pensiero ma anche credenza, spiritualità e ciò che questi concetti di sfuggente definizione producono in campo etico: riti religiosi, manifestazioni devozionali, etc. Bene: oggi, anno 2008 dell’era post-tecnologica e informatica, a più di due secoli dall’Illuminismo ed a quasi un secolo dalla teoria della relatività, la Chiesa Cattolica continua le sue incursioni contro la razionalità, l’evoluzionismo, la ricerca scientifica, la medicina curativa e palliativa e molti altri baluardi della nostra debole maturità umana. Per contro, la Chiesa Cattolica, propugna con vigore e in modo invadente il suo modello di civiltà: l’obbedienza acritica verso una dottrina ed una tradizione forgiata a suon di concilî rissosi, papi sanguinarî e persecuzioni inquisitorie, l’ingerenza nell’etica individuale e sociale, la pressione costante sui governi - segnatamente quello italiano ma in principio quelli di tutto il mondo - affinché modellino le proprie leggi sulla base dei dettami cattolici, la condanna di ogni etica diversa da quella cattolica e la pretesa di fungere da unico paradigma di comportamento non soltanto per gli adepti di quella sètta ma per tutti gli esseri del mondo.

A complemento di questa protervia dottrinale vi è una pratica religiosa troglodita e barbara fatta di riti necrofili e pacchiani, come l’ostensione del cadavere di Francesco Forgione, l’agitazione di ampolle contenenti il falso sangue di un morto, il cencio dipinto in epoca medievale con la pessima riproduzione dell’impronta di Gesù, le lacrimazioni di statue di gesso, riti che sarebbero del tutto risibili se non fossero accompagnati dalla frode (la maschera di silicone sul volto del cappuccino, il falso storico-chimico della sindone e del sangue liquefatto, etc) e deliberatamente vòlti al profitto economico, oltreché al plagio ed alla soggezione degli ignoranti.

L’universalità dei mezzi di comunicazione e la forza che la Chiesa Cattolica esercita su di essi rende la moltiplicazione di quesri riti, divieti, sentenze e prescrizioni del tutto assillante ed invadente nei confronti di quell’enorme parte della civiltà umana che non vi crede. Questo è il punto: la Chiesa Cattolica ed i suoi adepti difendono questa congerie di riti e superstizioni appellandosi al rispetto che si deve verso la religione e verso la sensibilità religiosa dei credenti. Di fatto questo limite è infinito, non potendosi sondare quale sia il punto oltre cui la «sensibilità religiosa» di una certa persona si ritenga urtata. La civiltà dell’Illuminismo, del libero pensiero e della democrazia ha portato a maturare il rispetto verso le idee e le idee religiose dei singoli, estendendo il principio della difesa della libertà di pensiero anche a coloro che per secoli hanno fatto del settarismo e della persecuzione il principale mezzo di propaganda della loro dottrina.

Oggi il libero pensiero, la libera ricerca scientifica, la libertà di scelta morale dei singoli è costantemente ostacolata, criticata e negata dalla chiesa Cattolica con l’opera di capillare propaganda portata avanti dal suo capo. Di fronte ai continui attacchi verso i principî che ci hanno permesso di uscire dalla barbarie dei secoli passati e dalla soggezione di una dottrina opprimente e involutiva, è necessario che gli uomini razionali difendano il loro patrimonio di cultura e di evoluzione, così come è necessario alla fragile democrazia difendersi dalle insidie del sempre rinascente totalitarismo. È per questo urgente motivo che, d’ora in avanti, non porteremo più rispetto verso la «sensibilità religiosa» di chi ci propone sfacciatamente l’adorazione di cadaveri o parti di essi, di chi propugna l’accanimento terapeutico sui decerebrati, di chi condanna l’uso della pillola del giorno dopo, di chi si oppone all’uso dell’aborto anche per fini terapeutici, di chi promuove la continuazione del dolore come mezzo di dominio sulle coscienze, di chi sentenzia giornalmente sopra a materie di normale amministrazione socio-politica e privata come le unioni civili, le pratiche sessuali, etc. Non gli porteremo alcun rispetto, perché il loro pensiero costituisce un danno ed una involuzione per la società.

Perdipiù, il principio di rispetto verso le idee e convinzioni altrui dev’essere reciproco: non si capisce perché la Chiesa Cattolica debba giornalmente infrangere questo principio offendendo la sensibilità e la razionalità di tutti coloro che non si riconoscono parte di essa, proponendo loro argomenti, dettami e comportamenti che offendono la logica e la ragione. Gli uomini razionali, eticamente maturi e pacifici hanno dunque tutto il diritto di risentirsi e considerarsi offesi di fronte a queste continue incursioni. È per questo principio che, al puro scopo di autodifesa, sospendiamo ogni forma di rispetto verso la Chiesa Cattolica, avendo come unico limite quello delineato del codice civile e penale. Tutti i riti, le affermazioni e le azioni della Chiesa Cattolica che risulteranno contrarie alla logica, alla ragione, al buon gusto e ad un’etica laica matura ed evoluta, saranno pertanto fatto oggetto di scherno, riso e mancanza di rispetto. Sarà dunque lecito al laico ed all’uomo razionale non solo criticare, ma anche prendere a pernacchie l’apparizione di un santo fra le macchie di una padella o quei miracoli dove si ringrazia perché non sono morti proprio tutti. Ciò che offende la ragione non sarà più rispettato.

Concetti come «fede», »sensibilità» e «spiritualità» non potranno più costituire una copertura ed una patente d’impunità per tutto ciò che di illogico, ripugnante, antistorico, antiscientifico e laicamente immorale propugna la Chiesa Cattolica.

Federico M. Sardelli

(da Donzauker.it)

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sabato, 26 aprile 2008

Ancora gli occhi

bjork_01

I love your eyes, my dear
Their splendid, sparkling fire
When suddenly you raise them so
To cast a swift embracing glance

Like lightning flashing in the sky
But there's a charm that is greater still
When my love's eyes are lowered
When all is fired by passion's kiss

And through the downcast lashes
I see the dull flame of desire
And through the downcast lashes
I see the dull flame of desire

Bjork (feat. Antony) - The Dull Flame of Desire

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giovedì, 24 aprile 2008

Radici

Partigiano:
1 chi parteggia per un'idea, una fazione, un gruppo e sim.: i partigiani della pace
2 chi appartiene a un gruppo armato irregolare che partecipa alla guerriglia contro gli invasori del proprio paese o contro un governo ritenuto illegittimo; in partic., durante la seconda guerra mondiale, appartenente a un movimento di resistenza contro i nazifascisti
agg.
1 che parteggia, proprio di chi parteggia; fazioso, di parte: politica partigiana; spirito partigiano
2 dei partigiani: formazioni partigiane; lotta, guerra partigiana
§ partigianamente avv.

Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti.

L’indifferenza è il peso morto della storia. L’indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. È la fatalità; è ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che strozza l’intelligenza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, avviene perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia promulgare le leggi che solo la rivolta potrà abrogare, lascia salire al potere uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. Tra l’assenteismo e l’indifferenza poche mani, non sorvegliate da alcun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa; e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia altro che un enorme fenomeno naturale, un’eruzione, un terremoto del quale rimangono vittime tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?

Odio gli indifferenti anche per questo: perché mi dà fastidio il loro piagnisteo da eterni innocenti. Chiedo conto a ognuno di loro del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime.

Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti”.

Antonio Gramsci, 11 febbraio 1917

Bisogna ripartire dalle nostre radici. Dall'essere di parte e partigiani. Dall'essere convinti che ci sono due parti, una giusta e una sbagliata. Resistere sorridendo, non dimenticando e solo dopo ricordando.

A Norma. A tutti i nostri Padri e Fratelli.

foto01
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mercoledì, 23 aprile 2008

Occhi gonfi

Una volta, anzi non troppo tempo fa, una persona mi ha detto che le piacevano i miei occhi perché erano "gonfi". Le ricordavano quelli di Benicio Del Toro. Il mio sorriso imbarazzato (per finta) e i miei "no ma meglio ma mica è vero" non riuscivano a nascondere una buona dose di vanità e narcisismo. Non ho niente a che fare con Benicio (se non appunto le pesche, sì insomma, le borse sotto gli occhi...) ma essere in qualche modo accostato a un personaggio come lui non mi poteva non far piacere.

Stamattina invece gli occhi sono gonfi perché trattengono qualcosa. Stanno per scoppiare. Sì certo sto bene, il peggio è passato ma certe volte mi perdo a cullare la mia malinconia, la mia saudade perché forse è la sensazione che meglio conosco e con cui mi sento paradossalmente più a mio agio. È come una calda soffice e vellutata droga che ri-conosco quando entra nella vena, quando viene aspirata, quando sale dal bicchiere con il suo avvolgente profumo di frutta. E come droga fa male fa perdere il controllo e mi ritrovo con gli occhi gonfi che son gonfi perché qualche lacrima ogni tanto potrebbe far bene.
Quindi mi illudo con la speranza che noi siamo eterni, ripensando al momento in cui mi sono accorto che il tempo, il mio tempo, avrà la sua fine.

manray10044
Man Ray

"Twirling round with this familiar parable.
Spinning, weaving round each new experience.
Recognize this as a holy gift and celebrate this chance
To be alive and breathing

This body holding me reminds me of my own mortality.
Embrace this moment. Remember. we are eternal.
All this pain is an illusion
"

Tool - Parabola
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lunedì, 21 aprile 2008

Ipse dixit, 02

"[...] Mi sembra chiaro e ovvio che la colpa non è tua e, quanto al timore che scarichino su di te le responsabilità, potrai sempre rispondere che il Diavolo, essendo menzogna, non potrebbe mai generare la verità che Dio è, Ma allora, domandò Pastore, chi creerà quel Dio nemico? Gesù non sapeva rispondere, Dio, che taceva, continuò nel suo silenzio, ma dalla nebbia, calò una voce che dise, Forse questo Dio e quello che dovrà venire non sono che eteronimi, Di chi, di che cosa, domandò, curiosa, un'altra voce, Di Pessoa, fin quanto si capì, ma poteva anche essere stato, Della Pessoa e cioè, Della Persona. All'inizio Gesù, Dio e il Diavolo finsero di non avere sentito, ma subito dopo si sogguardarono spaventati, la paura comune è così, unifica facilmente le differenze".

Josè Saramago - Il vangelo secondo Gesù Cristo
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venerdì, 18 aprile 2008

Soluzioni

Dr. Mierzwiak: "E ora, in questa confusione che lei stesso definisce creativa e soprattutto positiva riesce a intravedere una possibile soluzione?"
Uvaozio: "... no, penso di no. Anzi, assolutamente no. Però mi stupisco e sorrido del fatto di aver scoperto l'esistenza di una miriade di soluzioni e voglio scoprire. La curiosità mi spinge a vedere tutte queste soluzioni e aspettare la realizzazione di quella che sarà l'unica Soluzione. Cambiare il punto di vista spostandosi di lato. La curiosità è vita"

I'm reaching for the random or whatever will bewilder me and following our will and wind we may just go where no one's been we'll ride the spiral to the end and may just go where no one's been
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giovedì, 17 aprile 2008

Occhi

Oggi, in pausa pranzo, mi sono messo a cercare un video su Youtube. Ieri sono andato a farmi un aperitivo e alla radio passava una canzone di Zucchero. Era Everybody's got to learn sometime, canzone dei The Korgis coverizzata da Beck per la colonna sonora di, indovinate un po', Eternal Sunshine of the Spotless Mind...
Sul vecchio blog ho parlato allo sfinimento di questo film, del mio amore per Clem, del mio essere Joel. Con il tempo, con la psicanalisi, con i miei amici e Fratelli mi sono reso conto di quanto sia innamorato di Clem in quanto innamorato di me, di quanto io sia Clem, di quanto sia "fucked up" e "searching for my own peace of mind".
Cercando cercando non ho resistito a guardare il video della canzone di Beck che qualcuno ha fatto utilizzando le scene del film. Dopo la dipendenza che questo film mi aveva dato dall'estate ero riuscito a staccare un po'. Mi ero ripromesso di guardarlo di nuovo a San Valentino, poi anche dopo. Ma non l'ho riguardato. In questi giorni volevo provare a vederlo di nuovo. Non l'ho riguardato. Mi sono accontentato di quel montaggio sulla voce di Beck e ho fatto scivolare le scene sui miei occhi.

A un certo punto Joel e Clem sono a letto. Lei ha una tazza nella mano destra si porta la tazza alle labbra e beve. Joel si gira verso di lei e le mette la faccia nell'incavo dell'ascella così per gioco così per amore così per illusione. Lei si sposta, con una smorfia sulla bocca subito dopo aver mandato giù il caffè o cos'altro. Ho sentito male guardando quella smorfia guardando quegli occhi. Gli occhi di chi rifiuta, gli occhi di chi non ne può più. Gli occhi di chi sa che tutto è morto.
Ho visto troppe volte quella smorfia quegli occhi e il conseguente spostarsi dall'altra parte.
È solo l'ennesima ferita, ma già c'era. La accarezzo e sorrido, con gli occhi solo un po' lucidi. Solo un po'.

sunshine
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mercoledì, 16 aprile 2008

La descrizione di un attimo, 1

"[...] Over thinking, over analyzing separates the body from the mind.
Withering my intuition leaving all these opportunities behind.

Feed my will to feel this moment urging me to cross the line.
Reaching out to embrace the random.
Reaching out to embrace whatever may come.

I embrace my desire to
feel the rhythm, to feel connected
enough to step aside and weep like a widow
to feel inspired, to fathom the power,
to witness the beauty, to bathe in the fountain,
to swing on the spiral
of our divinity and still be a human.

With my feet upon the ground I lose myself
between the sounds and open wide to suck it in,
I feel it move across my skin.
I'm reaching up and reaching out,
I'm reaching for the random or what ever will bewilder me.
And following our will and wind we may just go where no one's been.
We'll ride the spiral to the end and may just go where no one's been.

Spiral out. Keep going, going..."

Tool - Lateralus

lateralus
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martedì, 15 aprile 2008

Elezioni del 13 e 14 aprile 2008

enzo-biagi

Shhh, silenzio. Non gli dite niente. Lasciatelo riposare. Sì, è vero che Pierpaolo gli aveva già detto tutto. L'aveva detto anche a tanti altri ma pochi lo hanno ascoltato.
Lasciatelo riposare.
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