giovedì, 29 maggio 2008

Gobbledigook

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Gli Dèi stanno per tornare. Per la quinta volta hanno deciso di scendere per un po' di tempo sulla Terra e farci bere alla loro coppa.

Gustate anche voi la loro ambrosia.
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mercoledì, 28 maggio 2008

Não vale a pena

The Wound
Robert and Shana Parkeharrison - The Wound

Non vale la pena sforzarsi. Non vale la pena muoversi correre e cercare di ottenere qualcosa. Non vale la pena sbattere la testa contro il muro. Non vale la pena essere forti belli e giovani. Non vale la pena essere simpatici.
Forse nemmeno valeva la pena trovare le risposte che mi dovevo. Ora che so tutto, adesso che mi conosco continuo a far scivolare i polpastrelli sulla carne viva delle ferite che porto sulle braccia e sui polsi. Sento solo dolore. Non valeva la pena rispondersi se l'unica cosa che rimane è dolore.
Piangere, dormire, forse questo varrebbe la pena fare. Per poi svegliarsi e asciugarsi gli occhi e ricominciare a vivere. Non un surrogato del vivere. Semplicemente vivere, senza più nessun sogno, senza più nessuna aspettativa se non l'accontentarsi. Vita mediocre? No, forse semplicemente vita nel suo più profondo significato.
Forse parto da aspettative alte visto che una volta l'ho toccata la perfezione. Forse no. Forse non ne vale semplicemente la pena.

Mi manca mettere i giacchetti della tuta a mò di pali sull'asfalto e poi iniziare a giocare a pallone dopo aver fatto le squadre. Al massimo rimediavi una storta o una sbucciatura al ginocchio
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martedì, 27 maggio 2008

Explosions in the Sky, Estragon Bologna 26.5.08

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Mi sembra che partano in sordina anche se sorrido perché partono con First Breath after Coma (te lo immagini se iniziano con questa canzone? avevo detto il giorno prima). MI accorgo che mi sono allontanato da Andrea che rimane a pochi passi da me. Il locale è quasi pieno. Sigarette. Vino in bottiglie di plastica. Uno accanto a me impiega più tempo a rollare una canna che a fumarsela. La maggior parte delle persone ha meno anni di me.
Partono in sordina, dicevo. O forse parto in sordina io, troppo concentrato sui significati che possono esserci dietro alla scelta di quella canzone come prima in scaletta.
Non sono sciolto. Loro suonano bene e la batteria è mostruosa. Chris picchia come un ossesso con bacchette e mazze. Il rullante è un colpo di pistola e certe volte di mitraglietta. Ma io non sono sciolto.
Forse è solo su The Birth and Death of the Day che provo a lasciarmi andare. Chiudo gli occhi. Abbasso la testa. Tacco e punta del piede seguono i colpi della cassa e del rullante. Dondolo il capo seguendo le linee piene di echo e di chorus della chitarra mentre l'altra seicorde riempe i muri e le teste di distorsione chiaramente marca Boss.
Mi ritrovo su una spiaggia. Di notte. Dietro di me la pineta. Sono seduto sulla sabbia, le gambe stese e le mani affondate a reffermi. Sto bene e c'è un leggero venticello. Al largo c'è un'isola. Alla mia destra, in lontanaza, intravedo le persone a un bar che bevono parlano e ballano. Sento confusamente le loro voci e non distinguo cosa dicono. Nel cielo i fiori colorati creati dai fuochi d'artificio sparati da un paese vicino. Nel mare si riflettono i colori e le luci.
Apro gli occhi, ovviamente lucidi, perché la distorsione cala e i toni e i volumi si abbassano. In uno di questi "bassi" tanto è il silenzio degli spettatori che si riesce a sentire gli spiccioli che cadono nella cassa del bar.
Il rullante chiama di nuovo all'ordine le corde. La distorsione violenta le casse. Chiudo gli occhi e abbasso la testa.
Munaf (penso) aveva parlato in un italiano stentato ma corretto (aveva persino beccato un congiuntivo) prima del concerto. "Noi siamo esplosioni nel ci-èlo".
Grazie.
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domenica, 25 maggio 2008

No hope, no fear

cioran

"È vero non faccio nulla. Ma vedo passare le ore, che è molto meglio che tentare di riempirle"

E.M. Cioran

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sabato, 24 maggio 2008

Avete votato ancora la sicurezza, la disciplina

Sì, avete votato ancora la sicurezza, la disciplina. Dico a tutti. A tutti voi. Perché per quanto voi vi crediate assolti siete per sempre coinvolti. 40 anni dopo quel Maggio. È di nuovo maggio, triste, in cui ci rendiamo conto di aver perso...

Napoli, la 16enne Rom accusata di rapimento è innocente

Il caso di Angelica, ragazza Rom accusata del tentato rapimento di una bambina di sei mesi avvenuto a Napoli, nel quartiere Ponticelli, è una montatura. La testimonianza di Flora Martinelli, la madre della bambina, del padre di lei Ciro e dei loro vicini di casa è falsa. Il Gruppo EveryOne ha indagato accuratamente sull'evento che ha scatenato una vera e propria "caccia al Rom", che da Napoli si è diffusa a macchia d'olio in tutta Italia. "Fin dall'inizio le dinamiche del rapimento non ci hanno convinto, perché chi conosce la palazzina in cui sarebbe avvenuto il reato sa che è praticamente inaccessibile, sia per il cancello che per l'attenta sorveglianza degli inquilini," affermano i leader del Gruppo EveryOne Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau. "Vi sono poi discordanze fra le testimonianze della Martinelli, di suo padre e dei vicini. La donna in un primo momento ha dichiarato che la porta del suo appartamento sarebbe stata forzata, poi ha ricordato di averla lasciata aperta. Dopo aver notato la porta aperta, la madre sarebbe andata a controllare la culla, quindi sarebbe tornata verso il pianerottolo dove avrebbe sorpreso - passati almeno venti secondi - la ragazzina Rom con la sua piccola in braccio. Non solo: avrebbe avuto ancora il tempo di raggiungerla e strapparle la bambina. Quindi la Rom si sarebbe mossa al rallentatore, consentendo a nonno Ciro di raggiungerla, afferrarla e schiaffeggiarla al piano di sotto. Alcuni dei vicini hanno riferito alle autorità che Angelica aveva ancora la bambina in braccio, quando l'hanno fermata. Ma non basta, perché nei giorni precedenti al fatto, gli inquilini della palazzina si erano riuniti più volte, con un solo ordine del giorno: come ottenere lo sgombero delle famiglie Rom accampate a Ponticelli". Dopo queste analisi di massima, il Gruppo EveryOne - che può contare su attivisti e organizzazioni locali - ha effettuato ulteriori accertamenti, sia presso il carcere, dove un funzionario, dopo aver ascoltato le ipotesi che scagionavano la presunta rapitrice, ammetteva: "Avete ragione, anche noi siamo in difficoltà, perché questo non è un evento diverso da tanti altri, ma qualcuno ha voluto trasformarlo in un caso nazionale". Gli inquilini di Ponticelli fanno blocco: i Rom non li vogliono più. Qualcuno però, mostra qualche scrupolo di coscienza, ma ha paura, perché le pressioni sono forti e mettersi contro il "comitato" di Ponticelli è pericoloso. "Angelica, in realtà, conosceva una delle famiglie che abitano in via Principe di Napoli, dove è avvenuto l'episodio," continuano gli attivisti del Gruppo EveryOne, "ha suonato al citofono ed è stata notata da alcune inquiline. Pochi istanti dopo è scattata la trappola e la furia dei condomini si è scatenata contro di lei, che è stata raggiunta in strada, afferrata, schiaffeggiata e consegnata alla polizia. Vi sono testimoni che conoscono la verità e due di loro sono disposte a parlare al giudice.

E' importante che l'avvocato Rosa Mazzei, che difende la ragazza Rom, non si faccia intimidire e sostenga la verità in tribunale. Un attivista di Napoli suppone che la linea di difesa potrebbe essere, invece, quella di ammettere il furto, ma non il tentato rapimento". Le conseguenze del caso di Ponticelli, con l'eco mediatica promossa da quotidiani e network, sono state gravissime e sono un indice evidente di come sia necessario abbandonare razzismo e xenofobia per riscoprire la strada dei diritti umani. "Adesso è importante che le organizzazioni locali per i diritti dell'uomo vigilino sulla serenità di Angelica, che subisce pressioni gravi e intollerabili. Salvaguardare la tranquillità della ragazza significa salvaguardare la verità sul caso di Ponticelli, che è la tragica verità di un'altra ingiustizia, di un'altra calunnia, di altre disumane violenze subite dal popolo Rom in Italia, già colpito da emarginazione e segregazione, vessato da provvedimenti iniqui". Gli attivisti del Gruppo EveryOne concludono con alcune considerazioni che dovrebbero far riflettere: "Da anni lanciamo l'allarme riguardo alla campagna razziale in corso in Italia. Grazie all'appoggio di forze politiche transnazionali attive nel campo dei diritti umani e civili, abbiamo ottenuto Risoluzioni europee e documenti-guida da parte delle Nazioni Unite, che ammoniscono l'Italia contro le sue politiche razziali. I Rom in Italia non sono criminali, ma famiglie in difficoltà. Su 150 mila 'zingari' presenti nel nostro Paese, 90 mila sono bambini. La speranza di vita media dei Rom, qui da noi, è di soli 35 anni, contro gli 80 degli altri cittadini. La mortalità dei bimbi Rom è 15 volte superiore a quella degli altri bambini. Sono numeri che esprimono una persecuzione. Riguardo alla criminalità Rom, essa non ha un'incidenza rilevante, come dimostrano i dati del Ministero degli Interni e le aggressioni nei confronti di italiani sono praticamente inesistenti. Il caso di Giovanna Reggiani fu un'altro grande inganno, perché il presunto omicida, Romulus Mailat, non è Rom, ma un romeno di etnia Bunjas, che non ha nulla a che vedere con i popoli 'zingari'. L'abbiamo documentato, a suo tempo, agli inquirenti e alla stampa, ma il nostro dossier scientifico non fu preso in considerazione. Il razzismo fa comodo a uno stuolo di persone, a partiti politici e media, alla criminalità organizzata, che muove miliardi di euro ogni anno. A questo proposito, ricordiamo che i Rom coinvolti in delitti agiscono quasi sempre per ordine di criminali mafiosi italiani, i quali - a causa dell'emarginazione e della segregazione in cui versano i 'nomadi' - li hanno ridotti in schiavitù. Lo sanno le autorità, lo sanno i politici e sarebbe ora che lo sapessero tutti i cittadini italiani".

(fonte: http://www.annesdoor.com/club.html)

p.s.: stasera sono tornato a casa dai miei e in camera mia non ho trovato Gecorino. Gecorino se ne stava tra la botola della soffitta e l'armadio. Ho guardato e guardato ma non l'ho trovato. Mannaggia. Dove sei Rino?

geco

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giovedì, 22 maggio 2008

Fabrizio...

Ci sono giorni in cui le parole da dire sono poche. Ci si affida a citazioni, a canzoni, a poesie. Ci si affida a chi le parole le ha sempre sapute usare meglio di chiunque. Cantante? Poeta? Fabrizio...
Che manca sempre di più. Passerà questa pioggia sottile come passa il dolore?


E se vai all'Hotel Supramonte e guardi il cielo
tu vedrai una donna in fiamme e un uomo solo
e una lettera vera di notte falsa di giorno
e poi scuse accuse e scuse senza ritorno
e ora viaggi vivi ridi o sei perduta
col tuo ordine discreto dentro il cuore
dov'è il tuo ma dov'è il tuo amore, ma dove è finito il tuo amore.

Grazie al cielo ho una bocca per bere e non è facile
grazie a te ho una barca da scrivere ho un treno da perdere
e un invito all'Hotel Supramonte dove ho visto la neve
sul tuo corpo così dolce di fame così dolce di sete
passera anche questa stazione senza far male
passerà questa pioggia sottile come passa il dolore
ma dov'è il tuo amore, ma dove è finito il tuo amore.

E ora siedo sul letto del bosco che ormai ha il tuo nome
ora il tempo è un signore distratto è un bambino che dorme
ma se ti svegli e hai ancora paura ridammi la mano
cosa importa se sono caduto se sono lontano
perché domani sarà un giorno lungo e senza parole
perché domani sarà un giorno incerto di nuvole e sole
ma dov'è finito il tuo cuore, ma dov'è finito il tuo cuore.


Fabrizio De André - Hotel Supramonte
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giovedì, 22 maggio 2008

Epitaph

KingCrimson

"The wall on which the prophets wrote
Is cracking at the seams.
Upon the instruments of death
The sunlight brightly gleams.
When every man is torn apart
With nightmares and with dreams,
Will no one lay the laurel wreath
As silence drowns the screams.

Between the iron gates of fate,
The seeds of time were sown,
And watered by the deeds of those
Who know and who are known;
Knowledge is a deadly friend
When no one sets the rules.
The fate of all mankind I see
Is in the hands of fools.

Confusion will be my epitaph.
As I crawl a cracked and broken path
If we make it we can all sit back
And laugh.
But I fear tomorrow Ill be crying,
Yes I fear tomorrow Ill be crying
"

King Crimson - Epitaph
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mercoledì, 21 maggio 2008

Ipse dixit, 03

350px-Yukio_Mishima

"[...] supposto che l'essenza della vita sia il desiderio di unificare la duplicità della vita stessa, ossia il ricercare un significato al vivere, e il vivere semplicemente anche senza aver trovato alcun significato, e ciò grazie a una sorta di retroattività del significato finalmente scoperto, la ragione di vita equivale semplicemente all'illusione costante di unificare la vita rendendo ipoteticamente retroattivo un significato che ancora non può esprimere questa potenzialità".

Yukio Mishima
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lunedì, 19 maggio 2008

È stato un tempo il mondo...

... giovane e forte, odorante di sangue fertile, rigoglioso di lotte, moltitudini, splendeva pretendeva molto, cantava l'attualmente rincoglionito Lindo Ferretti prima appunto di rincoglionire. Questo mondo adesso non è più. Lucifero in Sandman di Neil Gaiman abbandona il suo regno e lascia le chiavi dell'Inferno a Sogno degli Eterni. Vorrei farlo anch'io, fisicamente, lasciare questa mia vita e vedere che odori e colori ci sono in altre parti del mondo. Ma non ho i sufficienti attributi per farlo. Posso continuare a rifugiarmi a Casa Baggins o chiedere asilo a Jónsi e gli altri in Islanda. Potrei ancora stuzzicare i pantaloni della sconosciuta fino a vederle spalancarsi la bocca e chiedere a Fabrizio come si sta lassù. Dovrò continuare a fare tutto questo perché oggi mi rendo conto come della mia vita immaginata ben poco si realizzerà. Ho analizzato per mesi tutti i miei perché e per come e adesso ho tutte le risposte. E poi? Ora che ho le risposte? Posso prendere consapevolezza che adesso è importante uscire dal mondo dei sogni e accontentarsi. Non chiedere più niente. Solo accontentarsi.
Mi rendo conto di ciò dopo che le umiliazioni non fanno più male. Anzi sono la normalità. Dopo che ho scoperto che non vale la pena aspettare qualcosa e che rinunciare rende il percorso ben più breve.
Non aspettatevi niente dalla vita, rimarrete a bocca asciutta. Ah, a proposito di bocca: tranquilli, continuerò a sorridervi ma sappiate che l'atto sarà un po' meno sincero e un po' più di circostanza

Nessuna immagine può raccontare la consapevolezza della Sconfitta. Nick Drake l'ha saputa comunque descrivere e cantare nel migliore dei modi (cancellate pure il "you" finale, in me adesso non c'è posto per tale bisogno).

"When I was younger, younger than before
I never saw the truth hanging from the door
And now I'm older see it face to face
And now I'm older gotta get up clean the place.

And I was green, greener than the hill
Where the flowers grew and the sun shone still
Now I'm darker than the deepest sea
Just hand me down, give me a place to be.

And I was strong, strong in the sun
I thought I'd see when day is done
Now I'm weaker than the palest blue
Oh, so weak in this need for you
"
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lunedì, 19 maggio 2008

Sempre a proposito di magia

editoriale4

Avevo iniziato a scrivere un post stamattina ma è successo qualcosa ed è scomparso tutto. Vabbè...
Riflettevo di nuovo sull'apparente mancanza di magia nella mia vita o almeno in questo momento della mia vita. Dicevo che forse sono troppo esigente e non mi accontento mai.
Da sei anni a questa parte ho vissuto delle emozioni veramente intense, di quelle che ti bloccano il battito del cuore e che ti fanno salire le lacrime agli occhi inaspettatamente (di solito soprattutto all'occhio destro). Cerco continuamente di vivere emozioni così intense e lo faccio senza ricorrere a paradisi artificiali o robe simili (che comunque non disdegno affatto). Se vado a vedere un concerto voglio essere sobrio al limite dell'essere straight edge. Voglio la lucidità più assoluta e godermi la scossa che dalla spina dorsale arriva ai peli sulle braccia e magari piangere, che non me ne vergogno assolutamente.
Amo l'imprevisto (deformazione professionale?), l'inaspettato e la sorpresa in generale. E forse mi ci abituo pure, considerando la mia ormai assuefazione alle sorprese negative, quelle che ormai metti in conto anche se in una vita normale non dovrebbero esserci (quelle cose che pensi che non hanno gli elementi per andare male e invece vanno malissimo - cosa dici? Murphy's law?...).
E adesso la vita tranquilla non mi interessa. Ma come? Qualche giorno fa parli di figli e famiglia e adesso  affermi di non volere una vita tranquilla? A parte il fatto che cosa sia tranquillo e cosa no lo decido io, trovo che a questo punto, dopo tutte le botte emotive che ho preso negli ultimi anni e che mi son goduto, me ne manca solo una di emozioni. Molto più sana del prendere le curve al limite e far fischiare e scivolare le gomme. Molto più vera del buttarmi in situazioni sociali che poco hanno a che vedere con me. La penso come John Fante nel suo libro Full of Life, per me il più bello che abbia mai scritto.

"[...] con un fazzolettone rosso nel quale si riversavano le lacrime, e mentre stava lì davanti a piangere, io dicevo all'infermiera che lui voleva vedere suo nipote. Lui non la guardò, ma la sua dolorosa gioia era più di quanto lei potesse sopportare.
- E’ contro le regole- , disse, - ma...- .
La seguimmo attraverso delle porte girevoli, la mano di papà era nella mia. Lei scomparve e un momento dopo era dall'altra parte del vetro, con una maschera sul viso, e teneva in braccio il bambino. Papà non lo vide, perché le sue due mani nel fazzolettone rosso gli coprivano gli occhi, ma sapeva che il bambino era molto vicino, ed era riverente, come se avesse paura di alzare lo sguardo fino al volto di Dio"

p.s.: poi però guardo alla stagione concertistica che si apre la settimana prossima. Ricapitolando, Explosions in the Sky a Bologna il 26.5, Sigur Rós a Firenze l'11.7 (biglietto in tasca), Editors sempre a Firenze il 25.7 e oggi scopro Neurosis (!!!) il 23.8 agosto ad Ancona. Per chi mi conosce sa come questi gruppi siano i miei preferiti in assoluto. Ci sarà da emozionarsi e non poco.
p.p.s.: un ricordo per Zélia Gattai, figlia di anarchici e compagna di vita di Jorge Amado, morta nei giorni scorsi
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