martedì, 26 agosto 2008

Piero di Livorno


Piero Ciampi - Adius

Un Grande.
postato da uvaozio alle ore 16:16 | Permalink | commenti (1) / commenti (1) (pop-up)
categoria: musica, maestri, io


lunedì, 25 agosto 2008

Mind the gap

London01

Beh, non si può dire che abbiamo trovato una cattiva stagione... Color Cielo di Londra, in che senso?
postato da uvaozio alle ore 11:32 | Permalink | commenti (5) / commenti (5) (pop-up)
categoria: io


venerdì, 22 agosto 2008

Avtentico

RPH47_jpg
Robert Parke & Shana Harrison - Passage

Dal sempre bel blog dell'amico Isher leggo una citazione di Nietzsche.
"Diventare ciò che si è", scrive il filosofo tedesco. Facile, vero? No, ma già che la sveglia è suonata e la maschera è rimasta sul comò perché non continuare a percorrere questa strada? I sogni della notte hanno mostrato tutte le umiliazioni del passato, tutti i "chi" che si sono alternati per trovare un punto di incontro. Come Hérmes ho accompagnato anime nei loro Inferi e laggiù son rimasto.
Rimettersi in cammino e uscire. È ora
postato da uvaozio alle ore 10:15 | Permalink | commenti (3) / commenti (3) (pop-up)
categoria: maestri, io


martedì, 19 agosto 2008

Tic, toc...


Placebo feat. David Bowie - Without You I'm Nothing


I'm unclean, a libertine
And every time you vent your spleen,
I seem to lose the power of speech,
Your slipping slowly from my reach.
You grow me like an evergreen,
You never see the lonely me at all.
postato da uvaozio alle ore 16:53 | Permalink | commenti (1) / commenti (1) (pop-up)
categoria: musica


giovedì, 14 agosto 2008

Panic on the streets of London...

B00004BZ0N.01.LZZZZZZZ

See you on Monday... Oi Oi Oi!
postato da uvaozio alle ore 08:42 | Permalink | commenti (7) / commenti (7) (pop-up)
categoria:


domenica, 10 agosto 2008

Normale

nor||le
agg., s.m., s.f.

1 agg., conforme alla norma rispetto a parametri determinati: temperatura corporea n., n. stato di salute, prezzi normali, innalzamento del n. livello delle acque | tariffa n., tariffa intera, non soggetta a speciali riduzioni
2a agg., consueto, usuale, ordinario: condizioni normali, è n. che arrivi in ritardo, fa parte della n. amministrazione, comportamento n. | non caratterizzato da eventi eccezionali: circostanze normali, periodo n.

[De Mauro]

 

[nor-mà-le]

Dal lat. norma¯le(m), deriv. di no°rma; cfr. norma

agg.
1 che è di norma, che corrisponde alla norma; solito, consueto, abituale: modo, atteggiamento, disposizione normale; situazione normale; prezzi, tariffe normali; fatti, avvenimenti normali; persona normale, che si comporta come i più, che non è stravagante o squilibrata; vita normale, regolare, come quella dei più; condizioni di salute normali, non patologiche; polso normale, non alterato; sessualità normale, eterosessualità | via normale, in alpinismo, quella che permette di raggiungere la vetta con minore difficoltà

[Garzanti]

È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. È tutto normale. Quindi, perchè stupirsi? Perché sperare in qualcosa? Eh, è tutto normale, no?

Non è normale però prendere un giornale in distribuzione gratuita ("Left") durante un concerto di un cantautore romano (Daniele Silvestri) nell'ambito di una rassegna ormai appuntamento classico dell'estate maremmana (Festambiente), sfogliare e trovare un articolo su Lisbona. Ancora lei. Che sia gelosa del fatto che venerdì prossimo me ne vado a Londra? Oppure.

postato da uvaozio alle ore 13:13 | Permalink | commenti (9) / commenti (9) (pop-up)
categoria: io


martedì, 05 agosto 2008

Neurosis

Ovvia giù, questi me li perderò... Maremmaccia bestia. Loro sono il 23.8 a Senigallia.  Io 'un vò. Chi va è tenuto a raccontarmi e farmi crepare di invidia.


Neurosis - Locust Star
postato da uvaozio alle ore 16:19 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
categoria: musica, maestri


sabato, 02 agosto 2008

Manifesto contro la stupidità

Infinito è il numero degli stolti.
 Dall'Ecclesiaste
 
Il saggio sa di essere stupido, è lo stupido invece che crede di essere saggio.
William Shakespeare
 
Si rende necessario, al giorno d'oggi, marcare una netta linea di confine fra l'intelligenza e la stupidità. La situazione politica attuale, solo per fare un esempio, è diretta discendente di un appiattimento culturale e intellettivo che deve spaventare chiunque abbia a cuore la propria dignità e rispettabilità. Alzi la mano chi può raccontare quanto è frustrante rimanere stupiti di fronte a comportamenti che non hanno nessuna spiegazione se non quella del ritrovarsi, volontariamente o per contagio, decerebrati e lobotomizzati. Rimanere stupiti anche per il fatto di essere in pochi, o soli, a essere stupiti. E ancor più grave è notare come la stupidità sia passata a essere ispirazione e modello di vita per il semplice motivo di aver paura di rimanere da soli. Chi vuol essere stupido si troverà in ottima compagnia, di sicuro. Ben più difficile è coltivare quindi la propria personalità e osservare che non è stupido seguire un'emozione o un moto del proprio cuore.

Quindi, dobbiamo elencare quali sono i punti per cui possiamo dividere la stupidità dall'intelligenza.

  1. Mai confondere l'intelligenza con la furbizia. Per intelligenza si intende la capacità di pensare, riflettere e soffermarsi su un particolare senza nessun'altro scopo che non sia il ponderare. Dove e quando all'ottenimento di un secondo fine non si può parlare di intelligenza.
  2. La solitudine non è stupida. Coltivare la propria personalità significa scegliere e non farsi scegliere.
  3. L'immaturità non è stupida. Il bambino si emoziona e tramite l'emozione capisce e archivia nuove informazioni. Attivare il proprio cervello tramite l'emozione e la sensazione. Amare, per esempio, non è stupido.
  4. Il divertimento non sempre è intelligente. Un intrattenimento effimero serve solo alla consolazione, serve perché la solitudine fa paura (cfr. punto 2). Ancor più grave quando la persona minimamente intelligente deliberatamente sceglie di divertirsi, solo in apparenza, seguendo i più, il gregge. Dopo tale divertimento effimero nulla è cambiato anzi il contagio raggiunge un più elevato raggio di diffusione.
  5. Non farsi spaventare dalla limitazione della libertà. Nell'uso troppo semplice che si è fatto negli ultimi anni nel nostro paese (il minuscolo è voluto) di tale vocabolo è doveroso stabilire di nuovo i confini. Leggere Moccia, guardare "Lucignolo" non sono libertà, bensì sono strumenti di controllo con cui facilitare la trasmissione della stupidità (vedi il farsi riprendere dicendo "italia uno"). Ah dimenticavo. La giustizia si amministra con la Magistratura, non con "Forum", "Striscia la notizia" o "Le iene". Orwell? Orwell chi?
  6. Rivalutare la bellezza. Dare un nuovo significato al gusto estetico. La bellezza emoziona, quindi attiva circuiti neuronali e sinaptici.
  7. Diffidare dalla facilità e dalla comodità. De André, i Sigur Rós, Proust, Dante non sono affatto "pallosi". Solo che ascoltare Christina Aguilera, Britney Spears, Vasco Rossi o i Finley (per me no, visto che fanno cagare) e leggere "La Gazzetta dello Sport" e "Donna Moderna" è innegabilmente più facile. Beh, se avete problemi con i circuiti emotivi sono anche affari vostri.
  8. Non sempre la sincerità è un valore. La sincerità è bella ma anche questa quando non ha un secondo fine. Se una persona è stupida è bene lo sappia, così forse si rende conto che deve iniziare a lavorare su qualcosa. La sincerità usata per ferire la sensibilità altrui è solo sintomo di doppiezza e meschineria.
  9. Cercare e non prendere. Cercare è ben più faticoso di prendere ciò che gli altri ti spacciano per "figo", "ganzo". C'è vita fuori da Facebook.
  10. Pensa per te. Il parlare degli altri che sembrano stupidi è sintomo stesso di stupidità. Forse è ora di guardarsi dentro e smettere di pensare agli altri. Rendersi conto di essere stupidi equivale a iniziare a percorrere la strada per riacquistare l'intelligenza.

Massa Marittima, lì 2 agosto 2008

postato da uvaozio alle ore 11:50 | Permalink | commenti (11) / commenti (11) (pop-up)
categoria: