
Un messaggio inaspettato. Caffè col miele e una partita a Fifa 2007. Vado a Siena. ‘nkia rraga. Il Save e il Gota alla stanza. Mi accendo la prima sigaretta. Si carica la C4. Senti questi accanto come urlano ma è normale. Urlo pure io. Arriva Matte. Si carica la Golf. Manca solo Ricca. La mia macchina non serve. L’albergo l’ha trovato il Gota. Si passa da Genova o da Piacenza? Ecco Ricca, si parte. Io sulla C4 col Save. Ricca e il Gota con Matte sulla Golf. Si parla di politica. Il male del mondo sono i democristiani. La Sinistra Democratica. C’è Mussi, io ‘un vengo. Si esce a San Casciano, quindi FI-PI-LI da Ginestra. Un fottio di autovelox. La curva di San Casciano e la scoperta del significato di “bukkake”. Auh. Torture cinesi e brasiliane. Mi raccomando non sbagliare strada come ho fatto io l’altra volta. Si entra sulla FI-PI-LI. Lo zoo di 105 e Gigi d’Agostino. “Attenti a ‘ste zoccole”. Radio Bruno. Ancora autovelox. Il limite qua è 90. Se credevo portavo l’ampli pe’ lasciallo dal Niccolai, ma tanto è chiuso. L’autostrada dopo Pisa. Frappoco ci si ferma. Lì è un bar, si vòle il ristorante. Versilia. Ciao Isa. Autogrill Fini. Tortellini, Primitivo del Salento. Il Gota e una tanica da 5 litri di Heineken. Il suo sorriso, da bimbo. Gli occhi di Ricca, quasi persi. Un’altra sigaretta e si riparte. Sarà poco vero che la Serie B gioca di venerdì? Il tramonto. Sarzana. Ciao Eri. La Liguria e iniziano le gallerie. Penso a Genova e a De André. Un giorno mi fermerò e Genova non sarà solo questo ponte. Un incidente e la coda in galleria. Un’altra sigaretta. Save vuoi una gomma? Il traffico ricomincia a scorrere. Boia che botta ‘sto motorino. È buio ormai. Si va per Alessandria. Ma quella che è, nève? Ovada e il marchio Saiwa. Strada dritta che non finisce mai. Sosta pipì. Musica trance. Poi il promo dei Linea77 e le canzoni in italiano sono parecchio meglio ma dal vivo spaccano. Tabella di marcia rispettata. Il cd del Save. Secondo me devi uscire sulla Brescia-Torino, no mi prendo la responsabilità e si passa Casale. Vercelli ovest. Ci si ferma ad aspettare gli altri. Si va in albergo. Rotatorie peggio che a Livorno. Ah, è questo l’albergo? ‘sticazzi. Il tipo al bar ha un gilet di pelle che bisogna rubare. L’albergo sembra uscito da un film dell’orrore. Stanotte moriremo qua dentro. L’insalata sotto al letto. Merda in terrazza. Si va via lasciando i documenti. Il tipo ci chiama, bisogna andare verso l’Area24. Ci si perde. Due o tre volte ci si perde. Uno scheletro di un palazzo e di nuovo la nève. Arriviamo. Il posto non è male. Il tipo ci saluta. Montiamo e facciamo il soundcheck. Incredibilmente puntuali. Sembra che il tipo ce l’abbia con Ricca. Comincio a perdere il conto delle sigarette accese. Tennent’s Super media. Mangiamo. Affettati, piada, grissini, pasta col gorgonzola, Barbera, caffè (decaffeinato), Jaegermeister. Sigarette e sigaretta. Il PD e l’ANPI. Il tempo passa, gente non se ne vede. Qualcuno arriva. Tutti uomini ergo questo è un locale da gay. Ergo strip-club. Ergo locale da sfigati. Suoniamo anche se di gente ce n’è poca. Più che semivuoto il locale è vuoto. Qualcuno balla. Pausa e sigaretta. Punto la cameriera, forse mi guarda. Concerto finito, sigaretta e birra piccola. Si smonta. Il night. L’Area24. Si va lì. Sigaretta prima di entrare sotto il fungo. Musica schifosa. Ballo comunque. Bada quella com’è topa. Tanto è solo un’arrizzacazzi. Sventolo la sciarpa del Liverpool ma magari qua son gobbacci. Chemical Brothers e si accendono le luci perché il locale sta per chiudere. Si va via. Qualcuno vuole andare al night. Ci fermiamo davanti. 25 euri l’ingresso. 20 euri se si entra in 5. Il Save spiega sociologicamente il suo rifiuto. Io voto no. Si va a letto. Dormo vestito perché non me ne giovo. M’addormento male che sotto passano le macchine. L’allarme parte tre volte. Diomaestro. La sveglia alle 9.30 e vado in bagno. Anche gli altri sono in piedi. O questa donnetta da dov’è uscita, bada in che posto che siamo. Colazione. Qua nemmeno ci considerano, ‘ndiamo da un’altra parte. Questo è carino. Cappuccio. Bada che muso che hanno. Vuole gli scontrini. Ma ci vai in culo, ti si paga sì. Si riparte. Riecco la nève. La saccheria e il riso. Gasolio. Strada dritta e cruise control. Genova ancora ma di giorno. Ci si ferma a pulire il vetro. Bjork. Gallerie. L’11 voglio venire. Il mare. Sarzana ancora, ciao Eri. La morfologia che cambia all’entrata in Toscana. Prossimo autogrill ci si ferma. Bevo il chinotto, contro l’imperialismo USA. Sigaretta e si riparte. Viareggio, ciao Isa, di nuovo. FI-PI-LI ma si esce a Pisa Nord, sbagliando. Il Save la Red Bull, che schifo. San Casciano e la curva ormai ribattezzata “curva bukkake”. La Siena Firenze. Siena, la stanza.
Suonare. Questo e tanto altro che tengo per me.