venerdì, 30 gennaio 2009

Ipse dixit, 09 & 10

"- Non... è in giro, vero?
- È su, nelle sue stanze.
- Bene. Sai, è un brav'uomo, ma a volte esagera. Va male una piccola cosa e reagisce come se cadesse il cielo. Magari metti una piccola foresta dove si aspettava una lavanderia e all'improvviso si comporta come se fosse una questione di vita o di morte. La vita reale. Ecco quello che i tipi come lui non devono affrontare mai. La vita reale".
Neil Gaiman - Sandman # 49, Brief Lives chapter 9

"Quando la mangiava mi diceva sempre: «Come è generosa la natura. Guarda quanti semi ci sono in una sola anguria. Questo è quello che si dice amare la vita»".
Fabio Volo - Il giorno in più
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lunedì, 26 gennaio 2009

... sleeping

001bravo
Manuel Álvarez Bravo, La buena fama durmiendo
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venerdì, 23 gennaio 2009

Il cielo e i tetti

tetti

Ho cambiato il mio modo di camminare. Non so se da fuori si nota e onestamente non mi interessa. Quello che importa è che me ne renda conto io. Adesso cammino senza guardare in basso ma con gli occhi dritti davanti e a testa alta. E mi piace. Mi piace notare come avevo dimenticato come sono fatti gli scorci lassù in alto o gli angoli dei tetti che feriscono il cielo. Certo, cielo grigio adesso, ma che quando viene tagliato da quegli spigoli mostra l'azzurro e il bianco. E i palazzi che salgono in verticale. E le facce delle persone. Poi di notte, a rivedere come non facevo ormai da tempo l'Orsa Maggiore. C'era, lì, con la Stella Polare a brillare eppure io cercavo enfatici Osidi o stelle che non c'erano. Invece proprio lì, sopra di me, stava quella Stella Polare a brillare. Contemporaneamente alla schiena diritta se qualcuno mi osserva attentamente può vedere che sorrido anche se non posso negare che il busto eretto mi crea disagio. Non essendo abituato a questo nuovo passo mi sento scoordinato, senza equilibrio, con le braccia che vanno dove vogliono e quindi metto le mani in tasca a evitare un ridicolo dondolio. Sorrido divertito anche di questo perché mi sento un po' come quando da bimbo babbo tolse le ruotine della bici. Avevo paura di cadere ma ero sorpreso e curioso di vedere cosa c'era in fondo alla strada dove giocavano i bimbi grandi. Con le ruotine mica ci potevo andare. Non mi riconosco qua a scrivere e forse nemmeno mi piace come scrivo e non riconosco come mio quello che penso. Eppure è mio e molto più di quando diventavo l'altro per convincerlo e quindi di mio rimaneva poco. Sono a disagio a raccontare i miei sorrisi, paradossale, ma sorrido e me ne frego del disagio. Perché non ho più voglia di camminare a testa bassa, con le spalle che proteggono il petto e gli occhi a terra per cercare di evitare ogni ostacolo. Eppure il fiume mica si lamenta quando incontra i massi lungo il suo corso, vero Dario? Era il 10 gennaio scorso quando ho capito cosa volevo. Un anno preciso a ritrovare le tessere del mosaico. Un anno. E poi, basta un sabato, una strada buia e un disco. 10 gennaio. Quando ho capito che potevo guardare il cielo e i tetti. Come dicevo a M., queste sono le conseguenze dell'innamorarsi. Di sé.

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lunedì, 19 gennaio 2009

La descrizione di un attimo, 7

Io dedico questa canzone
ad ogni donna pensata come amore
in un attimo di libertà
a quella conosciuta appena
non c'era tempo e valeva la pena
di perderci un secolo in più.

A quella quasi da immaginare
tanto di fretta l'hai vista passare
dal balcone a un segreto più in là
e ti piace ricordarne il sorriso
che non ti ha fatto e che tu le hai deciso
in un vuoto di felicità.

Alla compagna di viaggio
i suoi occhi il più bel paesaggio
fan sembrare più corto il cammino
e magari sei l'unico a capirla
e la fai scendere senza seguirla
senza averle sfiorato la mano.

A quelle che sono già prese
e che vivendo delle ore deluse
con un uomo ormai troppo cambiato
ti hanno lasciato, inutile pazzia,
vedere il fondo della malinconia
di un avvenire disperato.

Immagini care per qualche istante
sarete presto una folla distante
scavalcate da un ricordo più vicino
per poco che la felicità ritorni
è molto raro che ci si ricordi
degli episodi del cammino.

Ma se la vita smette di aiutarti
è più difficile dimenticarti
di quelle felicità intraviste
dei baci che non si è osato dare
delle occasioni lasciate ad aspettare
degli occhi mai più rivisti.

Allora nei momenti di solitudine
quando il rimpianto diventa abitudine,
una maniera di viversi insieme,
si piangono le labbra assenti
di tutte le belle passanti
che non siamo riusciti a trattenere.


Fabrizio De André - Le passanti
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martedì, 13 gennaio 2009

Bibliofilia, 13.01.09


Muriel Burbery
L'eleganza del riccio
E/O, 2007
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domenica, 11 gennaio 2009

Ciao

foto007
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categoria: maestri


sabato, 10 gennaio 2009

Bibliofilia, 10.01.09

Fabio Volo
È una vita che ti aspetto
Mondadori, 2003

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categoria: libri


venerdì, 09 gennaio 2009

La descrizione di un attimo, 6

delirium
Too blind to know your best.
Hurrying through the forks without regrets.
Different now, every step feels like a mile.
All the lights seem to flash and pass you by.

So how's it gonna be.
When it all comes down you're cycling trivialities.

Don't know which way to turn.
Every trifle becoming big concerns.
All this time you were chasing dreams,
without knowing what you wanted them to mean.

So how's it gonna be.
When it all comes down you're cycling trivialities.
So how's it gonna be.
When it all comes down you're cycling trivialities.

Who cares in a hundred years from now.
All the small steps, all your shitty clouds.
Who cares in a hundred years from now.
Who'll remember all the players.
Who'll remember all the clowns.

So how's it gonna be.
When it all comes down you're cycling trivialities.

So what does this really mean.
When it all comes down you're cycling trivialities.
Cycling trivialities.
Cycling trivialities


José Gonzalez, Cycling Trivialities

Oltre al fatto che "I'm cycling trivialities" si potrebbe aggiungere che tutto quello succede intorno a me è una trivialità ciclica. Mi sto un po' stancando di giocare con le banalità. O anzi, con il rendere banale l'esagerata ricerca del particolare. Chiedo solo un po' di umana normalità.
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mercoledì, 07 gennaio 2009

Sandro Pertini

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lunedì, 05 gennaio 2009

Bibliofilia, 05.01.09

Decido di iniziare il 2009 inaugurando una nuova rubrica dal semplicissimo titolo Libri giusto per elencare i libri che sto leggendo. Si va a principiare con...


Lalla Romano
La penombra che abbiamo attraversato
Einaudi, 1964


Fabio Volo
Un posto nel mondo
Mondadori, 2006


Flavio Soriga
Sardinia Blues
Bompiani, 2008
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