"Non esiste nulla che possa interessarmi non esiste nulla, no perché tutto è dentro me"
Detonazione (e La Crus) - Dentro me
... ma quando io ti guardo tutto quanto cambia, continuava... Niente di più falso, adesso. Ma non è questa la canzone che gira adesso, è un'altra.
Ancora quella, sempre lei sì, ancora quel dannato pianoforte. 1, 2, 3, 4 e poi riparte l’alternanza delle note che oramai conosco troppo e troppo bene. Conosco ogni passaggio di quel brano, so dove stanno le pause e quando il pianista respira còlto senza saperlo dal microfono ambientale. Vedo persino i suoi polpastrelli abbandonarsi e rimbalzare sui tasti neri e bianchi dello strumento. Eppure mi illudo che stavolta cambi, che ci sia una variazione che mi colga sorpreso e impreparato e che stupisca anche lo strumentista che vede i tasti andare su e giù da soli come guidati da volontà indipendente e non dai suoi impusli cerebrali fatti virtuoso gesto. Mi illudo che quel crescendo diventi una primavera esplosa in colori odori e fiori. Che quell’ultima nota sospesa sia solo l’apertura di quella porta nascosta dietro l’armadio dei miei ricordi e soprattutto delle mie speranze.
Invece, come già sapevo, perché conosco ormai da tempo quel brano, la canzone finisce.
Quindi scrivo, ricomincio a scrivere, per distogliere l’attenzione dalla rassegnazione che sia tutto qua, che tutto è già stato visto e che le sorprese che arriveranno d’ora in poi saranno solo brutte sorprese. Di quelle che hanno a che fare con la vita vera, di quelle che quando eri bambino ti raccontavano come fiabe narranti nonni che andavano in cielo. E non ti spiegavi perché mamma piangeva e perché le porte di casa rimanevano aperte e i vicini di casa ti sorridevano come mai avevano fatto prima. Scrivo per fermare la testa che insegue domande stupide che rimarranno senza ovvie risposte, ché la realtà è diversa da come la si immagina. La realtà è stupida. Ma è giusto che l’immaginazione vi si inchini di fronte, giusto così per non crearsi false, dannose, viziose e infantili illusioni. Semplicemente, non c’è niente oltre a questa realtà.
Punto.
"È buffo. Ho sempre pensato che avere una scelta fosse la libertà.
Mentre è solo una questione di punti di vista...
Meglio dirsi che non ci sono scelte, si evita di riflettere inutilmente"
Bastien Vives
"L'idea di Yarnell che l'amore, proprio perché rappresenta un vincolo, sia rischioso, riflette l'ambiguità della società contemporanea rispetto all'impegno e ai legami. Benché l'amore continui a essere un ideale culturale, le potenti emozioni che accompagnano questo sentimento vengono spesso definite dannose per il sé. Paradossalmente, benché l'amore venga descritto come la fonte suprema di appagamento, viene considerato anche potenzialmente dannoso perché rischia di subordinare a un altro. Ecco perché la passione per un'altra persona viene spesso ritenuta distruttiva e pericolosa. Anne Wilson Schaef nel suo bestseller Escape from Intimacy usa espressioni come "dipendenza sessuale", "dipendenza sentimentale", "dipendenza dalla relazione" per condannare i sentimenti di passione per l'altro. Un amore intenso viene criticato perché distrae l'individuo dalla realizzazione dei propri bisogni e dal perseguimento del proprio interesse. A partire dagli anni ottanta sono stati scritti molti libri che mettono in guardia dal pericolo di "amare troppo". Libri come Donne che amano troppo, Quando i genitori amano troppo o Dedicato a chi ama troppo il suo gatto avvertono di non lasciarsi sopraffare dalla passione per l'altro. L'amore è una passione pericolosa, dicono, e non bisogna fidarsi del linguaggio del cuore. L'accademica inglese Wendy Langford, nel suo libro Revolution of the Heart, afferma che l'amore romantico danneggia le donne. È stato anche detto che il troppo amore provoca molte patologie psicologiche connesse alla "codipendenza", e che i "genitori che amano troppo" generano persone disfunzionali, dipendenti dall'approvazione degli altri. E che le persone molto interessate al sesso non sono in contatto con le proprie esigenze, amano letteralmente troppo e soffrono di dipendenza sessuale, che è una disfunzione psicologica.
La diffidenza nei confronti dell'amore rivela un'ambiguità di fondo rispetto ai sentimenti che trascendono il sé individuale. A differenza della soddisfazione, che viene rappresentata in modo non ambiguo come un'emozione positiva, i sentimenti che trascendono il sé individuale vengono spesso descritti come potenzialmente disturbanti. La problematizzazione dell'emozione d'amore ha poco a che fare con l'amore in quanto tale. Alla sua origine, c'è una sostanziale diffidenza nei confronti di tutti i sentimenti rivolti a oggetti esterni al sé"
Tratto da Frank Furedi, Il nuovo conformismo, Milano, Feltrinelli, 2005
Si parte per viaggiare, senza sapere dove ci ritroveremo. Si parte nuotando su onde e colpi sul legno della nave. Si parte quando voci confuse fanno capire che il vento è quello giusto e che l'aria calda è foriera di calma e viaggio tranquillo. Ma non ci si siede, la vita comoda è disdegnata da queste parti, si sta in piedi e si tira il cordame, si sfregano le mani per una miglior presa e si lascia andare la testa che si muove seguendo i cavalloni tra luci all'orizzonte che illudono che la terra è vicina e manca poco all'approdo.
Poi, la tempesta. Prima le avvisaglie con i tuoni, i fulmini e qualche scroscio d'acqua. Cerco e non trovo chi devo proteggere. Sarà sotto coperta, lo spero. Vorrei correre di sotto, per sincerarmi della sua serenità e tranquillità ma adesso c'è da fare sul ponte. Giù quelle vele, forza con quei secchi. Anche se tutto sembra calmarsi è bene tenerci preparati. Conosco questo mare e conosco il nome delle sue tempeste e di tutti i venti. Venti che sembrano parlare e che chiamano nomi come le sirene di Sorrento che misero a dura prova Ulisse e la sua volontà. Adesso tutto è calmo. Prendo il tabacco e arrotolo una sigaretta. Vorrei scendere giù ma non è il caso, forse. Onestamente, mi sento vigliacco, ma non ho troppa voglia di sentire di nuovo i suoi vaneggiamenti e i suoi deliri. Il suo blaterante soliloquio mi ha ormai stancato. So che è solo un modo per farmi capire che ha bisogno di me, ma stavolta preferisco il tabacco. Anche perché le luci all'orizzonte non si vedono più. E non mi piace. Come non mi piace il fatto che le onde iniziano a muovere di nuovo lentamente la chiglia e tutta la barca. Vedo altre persone arrivare, segno che frappoco qualcosa cambierà.
Infatti cambia e la tempesta torna come se ne era andata. Con tuoni, lampi e acqua, ben più di prima. Le persone intorno a me fuggono con le mani sulla testa ma non c'è possibilità di scappare. Qua siamo e qua stiamo, senza via di fuga. Se la tempesta avesse un volume direi che sta aumentando. Poco male, la sigaretta è finita ormai e quindi non si bagnerà.
Eccola, la tempesta, con i suoi demoni e con le sue bestie. Con Satana, che vorrebbe vederci morire giovani. Eccola, la tempesta che pare essere infinita. Che sembra non finire mai. Non. Finire. Mai. Eccola, la tempesta, l'aspettavo e la guardo negli occhi, senza chinare la testa. Ti guardo negli occhi, senza chinare la testa. Quando non avrò più paura di te smetterò di guardarti negli occhi. Sarà la tua sconfitta.
Eccola, la tempesta.
The car's on fire and there's no driver at the wheel
and the sewers are all muddied with a thousand lonely suicides
and a dark wind blows
the government is corrupt
and we're on so many drugs
with the radio on and the curtains drawn
we're trapped in the belly of this horrible machine
and the machine is bleeding to death
the sun has fallen down
and the billboards are all leering
and the flags are all dead at the top of their poles
it went like this:
the buildings tumbled in on themselves
mothers clutching babies picked through the rubble
and pulled out their hair
the skyline was beautiful on fire
all twisted metal stretching upwards
everything washed in a thin orange haze
I said: "kiss me, you're beautiful -
these are truly the last days"
you grabbed my hand and we fell into it
like a daydream or a fever
we woke up one morning and fell a little further down -
for sure it's the valley of death
I open up my wallet
and it's full of blood
Nel Grembo umido, scuro del tempio,
l'ombra era fredda, gonfia d'incenso;
l'angelo scese, come ogni sera,
ad insegnarmi una nuova preghiera:
poi, d'improvviso, mi sciolse le mani
e le mie braccia divennero ali,
quando mi chiese - Conosci l'estate
io, per un giorno, per un momento,
corsi a vedere il colore del vento.
Volammo davvero sopra le case,
oltre i cancelli, gli orti, le strade,
poi scivolammo tra valli fiorite
dove all'ulivo si abbraccia la vite.
Scendemmo là, dove il giorno si perde
a cercarsi da solo nascosto tra il verde,
e lui parlò come quando si prega,
ed alla fine d'ogni preghiera
contava una vertebra della mia schiena.
(... e l' angelo disse: "Non
temere, Maria, infatti hai
trovato grazia presso il
Signore e per opera Sua
concepirai un figlio...)
Le ombre lunghe dei sacerdoti
costrinsero il sogno in un cerchio di voci.
Con le ali di prima pensai di scappare
ma il braccio era nudo e non seppe volare:
poi vidi l'angelo mutarsi in cometa
e i volti severi divennero pietra,
le loro braccia profili di rami,
nei gesti immobili d'un altra vita,
foglie le mani, spine le dita.
Voci di strada, rumori di gente,
mi rubarono al sogno per ridarmi al presente.
Sbiadì l'immagine, stinse il colore,
ma l'eco lontana di brevi parole
ripeteva d'un angelo la strana preghiera
dove forse era sogno ma sonno non era
- Lo chiameranno figlio di Dio -
Parole confuse nella mia mente,
svanite in un sogno, ma impresse nel ventre."
E la parola ormai sfinita
si sciolse in pianto,
ma la paura dalle labbra
si raccolse negli occhi
semichiusi nel gesto
d'una quiete apparente
che si consuma nell'attesa
d'uno sguardo indulgente.
E tu, piano, posati le dita
all'orlo della sua fronte:
i vecchi quando accarezzano hanno il timore di far troppo forte.
Fabrizio De André, Il sogno di Maria
Ancora a stupirsi di come Faber sapeva essere delicato, leggero. Dicome sapeva esprimere concetti altissimi con piccole e semplici parole. Indescrivibile, da perdercisi dentro. Di come continua a toccare le vertebre lungo la schiena con conseguenti brividi, come se un fantasma buono entrasse in quella stanza e ti soffiasse sul collo. Un Poeta. No, ancor di più...
Do I have a life? Or am I just living? Do I have a life? Or am I just living? Do I have a life? Or am I just living? Do I have a life? Or am I just living? Do I have a life? Or am I just living? Do I have a life? Or am I just living? Do I have a life? Or am I just living? Do I have a life? Or am I just living? Do I have a life? Or am I just living? Do I have a life? Or am I just living? Do I have a life? Or am I just living? Do I have a life? Or am I just living? Do I have a life? Or am I just living? Do I have a life? Or am I just living? Do I have a life? Or am I just living? Do I have a life? Or am I just living? Do I have a life? Or am I just living? Do I have a life? Or am I just living? Do I have a life? Or am I just living? Do I have a life? Or am I just living? Do I have a life? Or am I just living? Do I have a life? Or am I just living? Do I have a life? Or am I just living? Do I have a life? Or am I just living? Do I have a life? Or am I just living? Do I have a life? Or am I just living? Do I have a life? Or am I just living? Do I have a life? Or am I just living? Do I have a life? Or am I just living? Do I have a life? Or am I just living? Do I have a life? Or am I just living?
Difendimi e tieni lontano tutto ciò che è rotto e perso. Sussurrami all'orecchio e racconta, di nuovo, di quell'accordo segreto. Aiutami a tenere le mani sul volante. Un'altra volta.