venerdì, 28 agosto 2009

Slowblue II

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Slowblue by Uvaozio

Sono alla prua della nave, di nuovo. La sacca in terra, tra i piedi. Cappotto e cappello di lana quasi fino a coprire agli occhi. Sigaretta alle labbra e le sue spirali di fumo che si perdono nello spazio tra la tesa del cappello e il cielo. È notte. Siamo partiti da poco, 10 minuti, e le luci del porto si allontanano gradualmente se giro la testa. Il mare davanti alla punta della nave, sotto questa transenna bianca. Il cielo blu, forse nero, attraversato dalle volute del mio tabacco bruciato davanti agli occhi. Le stelle a bucare, il cielo e gli occhi. Cerco di scorgere stelle cadenti, per auspicio e augurio, ma le onde sotto la chiglia lasciano libero l'occhio e non lo fissano in quei rettangoli. Quella stella, sì, la riconosco. E non mi rimane difficile fissarla e non mi rimane difficile ritrovarla dopo essermi voltato per capire cosa ha causato quel rumore. Quella è la stella, raccontata in fiabe tedesche e danesi dove elfe e uomini e i loro amori riempiono pagine e sogni. È la stella che ha una luce unica e splendida e speciale. Unica, che sembra sorridere e quindi illuminare la notte quando manca il sole. Che brucia ancora di più, come la verità, quando il sole stesso sta per sorgere e quindi più buia si fa la notte. Sole quando non c'è sole, stelle e luna quando non c'è notte. Come adesso, all'alba di questo nuovo giorno dove l'attesa si farà sentire di nuovo, in questo mare dei Tartari piatto e senza vento dove nulla succede se non fosse per qualche pesce che ogni tanto spunta tra le onde. E mi lascio andare al dondolio della nave, alle onde del mare. Mi tolgo il cappotto. È solo l'alba, il sole già comincia a scaldare.
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venerdì, 28 agosto 2009

L'anello mancante

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mercoledì, 26 agosto 2009

Ipse dixit, 15

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Probabilmente tutto è nato nella redazione del Corriere della Sera. Dal 1933 al 1939 ci ho lavorato tutte le notti, ed era un lavoro piuttosto pesante e monotono, e i mesi passavano, passavano gli anni e io mi chiedevo se fosse andata avanti sempre così, se le speranze, i sogni inevitabili quando si è giovani, si sarebbero atrofizzati a poco a poco, se la grande occasione sarebbe venuta o no, e intorno a me vedevo uomini, alcuni della mia età, altri molto più anziani, i quali andavano, andavano, trasportati dallo stesso lento fiume e mi domandavo se anch'io un giorno non mi sarei trovato nelle stesse condizioni dei colleghi dai capelli bianchi già alla vigilia della pensione, colleghi oscuri che non avrebbero lasciato dietro di sé che un pallido ricordo destinato presto a svanire.

Dino Buzzati, in un'intervista a proposito de Il deserto dei Tartari
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giovedì, 20 agosto 2009

Nei giardini del tempo

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Sir Lawrence Alma-Tadema, Among the Ruins

Ogni cosa a suo tempo,
racconta la chitarra di Moltheni.

Però poi il tempo sembra fuggire
e quel che fa male non è che è perso
ma che non è passato in modo degno
leggero e pieno.

Rimane solo lo stomaco pieno
sì, pieno
ma di paure, orgogli e rabbie
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mercoledì, 19 agosto 2009

Ciao Fernanda, grazie

pivano

Se dobbiamo avere dei segreti, lascia che a me restino segreti almeno i pensieri
Fernanda Pivano

Grazie Nanda per averci confidato molti dei tuoi pensieri. Ciao.
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sabato, 15 agosto 2009

La descrizione di un attimo, 13

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Proprio mentre provo a convincermi che il sangue che scorre nelle nostre vene sia l'unica cosa che abbiamo in comune il lettore mp3 racconta altre cose... forse prova a convincermi che dovrei provare solamente a stare bene... I'm so sorry.

"Wake up my love
Today I heard some bad news
Just what are we all supposed to do?
I won't let them get to you

I don't want to go out on my own anymore
I cant face the night like I used to before

Take my well worn hand
Let's lock ourselves away
We'll never, ever step outside
We'll curl up in a ball and hide

I don't want to go out on my own anymore
I cant face the night like I used to before

I don't want to go out on my own anymore
I cant face the night like I used to before
I'm so sorry for the things that they've done
I'm so sorry about what we've all become
"

Editors - Well Worn Hand (ma anche un po' di Blood...)

p.s.: che cavolo di voce ha Tom Smith quando ci si mette...
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venerdì, 14 agosto 2009

Ancora l'uomo che non sapeva cagare

Se l'altra vignetta di Gipi calzava bene questa è perfetta...

(visto che non mi carica l'immagine, ecco il link!)
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martedì, 11 agosto 2009

La descrizione di un attimo, 12

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pic by Uvaozio

"Forse sta a pochi metri da me
Quello che cerco e vorrei trovare
La forza di fermarmi
Perchè sto già scappando mentre non riesco
A stringere più a fondo e ora che sto correndo
Vorrei che fossi con me
Che fossi qui
Sento a pochi metri da me
Quello che c'era e vorrei trovare
La forza di voltarmi
Perchè se stai svanendo io non ci riesco
A stringere più a fondo ora che sotto il mondo
Vorrei che tu fossi qui
Che fossi qui
"

Subsonica - Strade
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venerdì, 07 agosto 2009

L'uomo che non sapeva cagare

Qualcuno oggi mi ha detto che ricordo l'uomo che non sapeva cagare che Gipi ha disegnato qua sotto... Mica ha tutti i torti...

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postato da uvaozio alle ore 18:09 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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