giovedì, 20 agosto 2009

Nei giardini del tempo

AlmaTadema_Among_the_Ruins
Sir Lawrence Alma-Tadema, Among the Ruins

Ogni cosa a suo tempo,
racconta la chitarra di Moltheni.

Però poi il tempo sembra fuggire
e quel che fa male non è che è perso
ma che non è passato in modo degno
leggero e pieno.

Rimane solo lo stomaco pieno
sì, pieno
ma di paure, orgogli e rabbie
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sabato, 15 agosto 2009

La descrizione di un attimo, 13

vene_ritocc

Proprio mentre provo a convincermi che il sangue che scorre nelle nostre vene sia l'unica cosa che abbiamo in comune il lettore mp3 racconta altre cose... forse prova a convincermi che dovrei provare solamente a stare bene... I'm so sorry.

"Wake up my love
Today I heard some bad news
Just what are we all supposed to do?
I won't let them get to you

I don't want to go out on my own anymore
I cant face the night like I used to before

Take my well worn hand
Let's lock ourselves away
We'll never, ever step outside
We'll curl up in a ball and hide

I don't want to go out on my own anymore
I cant face the night like I used to before

I don't want to go out on my own anymore
I cant face the night like I used to before
I'm so sorry for the things that they've done
I'm so sorry about what we've all become
"

Editors - Well Worn Hand (ma anche un po' di Blood...)

p.s.: che cavolo di voce ha Tom Smith quando ci si mette...
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martedì, 11 agosto 2009

La descrizione di un attimo, 12

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pic by Uvaozio

"Forse sta a pochi metri da me
Quello che cerco e vorrei trovare
La forza di fermarmi
Perchè sto già scappando mentre non riesco
A stringere più a fondo e ora che sto correndo
Vorrei che fossi con me
Che fossi qui
Sento a pochi metri da me
Quello che c'era e vorrei trovare
La forza di voltarmi
Perchè se stai svanendo io non ci riesco
A stringere più a fondo ora che sotto il mondo
Vorrei che tu fossi qui
Che fossi qui
"

Subsonica - Strade
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venerdì, 24 luglio 2009

Mogwai, Fortezza da Basso, 17/07/09

mogwai

Si parte per viaggiare, senza sapere dove ci ritroveremo. Si parte nuotando su onde e colpi sul legno della nave. Si parte quando voci confuse fanno capire che il vento è quello giusto e che l'aria calda è foriera di calma e viaggio tranquillo. Ma non ci si siede, la vita comoda è disdegnata da queste parti, si sta in piedi e si tira il cordame, si sfregano le mani per una miglior presa e si lascia andare la testa che si muove seguendo i cavalloni tra luci all'orizzonte che illudono che la terra è vicina e manca poco all'approdo.
Poi, la tempesta. Prima le avvisaglie con i tuoni, i fulmini e qualche scroscio d'acqua. Cerco e non trovo chi devo proteggere. Sarà sotto coperta, lo spero. Vorrei correre di sotto, per sincerarmi della sua serenità e tranquillità ma adesso c'è da fare sul ponte. Giù quelle vele, forza con quei secchi. Anche se tutto sembra calmarsi è bene tenerci preparati. Conosco questo mare e conosco il nome delle sue tempeste e di tutti i venti. Venti che sembrano parlare e che chiamano nomi come le sirene di Sorrento che misero a dura prova Ulisse e la sua volontà. Adesso tutto è calmo. Prendo il tabacco e arrotolo una sigaretta. Vorrei scendere giù ma non è il caso, forse. Onestamente, mi sento vigliacco, ma non ho troppa voglia di sentire di nuovo i suoi vaneggiamenti e i suoi deliri. Il suo blaterante soliloquio mi ha ormai stancato. So che è solo un modo per farmi capire che ha bisogno di me, ma stavolta preferisco il tabacco. Anche perché le luci all'orizzonte non si vedono più. E non mi piace. Come non mi piace il fatto che le onde iniziano a muovere di nuovo lentamente la chiglia e tutta la barca. Vedo altre persone arrivare, segno che frappoco qualcosa cambierà.
Infatti cambia e la tempesta torna come se ne era andata. Con tuoni, lampi e acqua, ben più di prima. Le persone intorno a me fuggono con le mani sulla testa ma non c'è possibilità di scappare. Qua siamo e qua stiamo, senza via di fuga. Se la tempesta avesse un volume direi che sta aumentando. Poco male, la sigaretta è finita ormai e quindi non si bagnerà.
Eccola, la tempesta, con i suoi demoni e con le sue bestie. Con Satana, che vorrebbe vederci morire giovani. Eccola, la tempesta che pare essere infinita. Che sembra non finire mai. Non. Finire. Mai. Eccola, la tempesta, l'aspettavo e la guardo negli occhi, senza chinare la testa. Ti guardo negli occhi, senza chinare la testa. Quando non avrò più paura di te smetterò di guardarti negli occhi. Sarà la tua sconfitta.
Eccola, la tempesta.
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giovedì, 16 luglio 2009

GYBE!

GYBE

The car's on fire and there's no driver at the wheel
and the sewers are all muddied with a thousand lonely suicides
and a dark wind blows

the government is corrupt
and we're on so many drugs
with the radio on and the curtains drawn

we're trapped in the belly of this horrible machine
and the machine is bleeding to death

the sun has fallen down
and the billboards are all leering
and the flags are all dead at the top of their poles

it went like this:

the buildings tumbled in on themselves
mothers clutching babies picked through the rubble
and pulled out their hair

the skyline was beautiful on fire
all twisted metal stretching upwards
everything washed in a thin orange haze
I said: "kiss me, you're beautiful -
these are truly the last days"

you grabbed my hand and we fell into it
like a daydream or a fever

we woke up one morning and fell a little further down -
for sure it's the valley of death
I open up my wallet
and it's full of blood


Godspeed You Black Emperor! - The Dead Flag Blues
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sabato, 11 luglio 2009

La descrizione di un attimo, 11

Robert_Demachy_Biust_przetl
pic by Robert Demachy

Nel Grembo umido, scuro del tempio,
l'ombra era fredda, gonfia d'incenso;
l'angelo scese, come ogni sera,
ad insegnarmi una nuova preghiera:
poi, d'improvviso, mi sciolse le mani
e le mie braccia divennero ali,
quando mi chiese - Conosci l'estate
io, per un giorno, per un momento,
corsi a vedere il colore del vento.

Volammo davvero sopra le case,
oltre i cancelli, gli orti, le strade,
poi scivolammo tra valli fiorite
dove all'ulivo si abbraccia la vite.

Scendemmo là, dove il giorno si perde
a cercarsi da solo nascosto tra il verde,
e lui parlò come quando si prega,
ed alla fine d'ogni preghiera
contava una vertebra della mia schiena.

(... e l' angelo disse: "Non
temere, Maria, infatti hai
trovato grazia presso il
Signore e per opera Sua
concepirai un figlio...)

Le ombre lunghe dei sacerdoti
costrinsero il sogno in un cerchio di voci.
Con le ali di prima pensai di scappare
ma il braccio era nudo e non seppe volare:
poi vidi l'angelo mutarsi in cometa
e i volti severi divennero pietra,
le loro braccia profili di rami,
nei gesti immobili d'un altra vita,
foglie le mani, spine le dita.

Voci di strada, rumori di gente,
mi rubarono al sogno per ridarmi al presente.
Sbiadì l'immagine, stinse il colore,
ma l'eco lontana di brevi parole
ripeteva d'un angelo la strana preghiera
dove forse era sogno ma sonno non era

- Lo chiameranno figlio di Dio -
Parole confuse nella mia mente,
svanite in un sogno, ma impresse nel ventre."

E la parola ormai sfinita
si sciolse in pianto,
ma la paura dalle labbra
si raccolse negli occhi
semichiusi nel gesto
d'una quiete apparente
che si consuma nell'attesa
d'uno sguardo indulgente.

E tu, piano, posati le dita
all'orlo della sua fronte:
i vecchi quando accarezzano

hanno il timore di far troppo forte.

Fabrizio De André, Il sogno di Maria

Ancora a stupirsi di come Faber sapeva essere delicato, leggero. Dicome sapeva esprimere concetti altissimi con piccole e semplici parole. Indescrivibile, da perdercisi dentro. Di come continua a toccare le vertebre lungo la schiena con conseguenti brividi, come se un fantasma buono entrasse in quella stanza e ti soffiasse sul collo. Un Poeta. No, ancor di più...
postato da uvaozio alle ore 11:21 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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giovedì, 02 luglio 2009

J.

j01



Difendimi e tieni lontano tutto ciò che è rotto e perso. Sussurrami all'orecchio e racconta, di nuovo, di quell'accordo segreto. Aiutami a tenere le mani sul volante. Un'altra volta.
postato da uvaozio alle ore 12:25 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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domenica, 03 maggio 2009

Il 3 di maggio, il sole e la domenica

Saturday sun came early one morning
In a sky so clear and blue
Saturday sun came without warning
So no-one knew what to do.
Saturday sun brought people and faces
That didn't seem much in their day
But when I remember those people and places
They were really too good in their way.
In their way
In their way
Saturday sun won't come and see me today.

Think about stories with reason and rhyme
Circling through your brain.
And think about people in their season and time
Returning again and again
And again
And again
And Saturday's sun has turned to Sunday's rain.

So Sunday sat in the Saturday sun
And wept for a day gone by


Nick Drake - Saturday Sun

Dedicata a F. e F. (anche se 33 anni fa era lunedì)
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venerdì, 03 aprile 2009

La descrizione di un attimo, 10

joydivision

So this is permanence - love's shattered pride
What once was innocence, turned on its side
Grey cloud hangs over me - marks every move
Deep in the memory, what once was love

Oh how I realised how I wanted time
Put into perspective - tried so hard to find
Just for one moment I thought I'd found my way
Destiny unfolded - I watched it slip away

Excessive flashpoints - beyond all reach
Solitary demands for all I'd like to keep
Let's take a ride out - see what we can find
A valueless collection of hopes and past desires

I never realised the lengths I'd have to go
All the darkest corners of a sense I didn't know
Just for one moment I heard somebody call
Looked beyond the day in hand - there's nothing there at all

Now that I've realised how it's all gone wrong
Got to find some therapy - this treatment takes too long
Deep in the heart of where sympathy held sway
Got to find my destiny before it gets too late


Joy Division - 24 Hours
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domenica, 08 marzo 2009

Un sabato

Klimt1918, Silversun Pickups, Moonspell, Bandabardò, Ben Harper, Afterhours, Explosions in the Sky, Anathema, Editors, Antony & The Johnsons, Pink Floyd, El Muniria, Baustelle.

Pranzo con pesce e Donnafugata (sì, ancora). I' ssopra d'ittoni nòvo. Il tettino aperto, finalmente. Il Gilda. Il Vesuvio. La sabbia, il bagnasciuga e il vento. Il Parrini. Vento. La sigaretta se la fuma il vento. Un messaggio. Una telefonata. La sorpresa. Gli occhiali da sole. I tronchi in riva al mare. Operai puliscono le terrazze sul mare. I primi insetti. Le nuvole hanno paura dell'acqua. L'Elba. Il golfo che è bello. 8 giorni prima e lo stesso posto visto dall'aereo. La nuova stagione che sta per arrivare. Le onde vogliono bagnare i piedi. Si calma il vento. Il Caribia. I carretti per le barche. Le vele. La torretta del bagnino. Proprio 3 anni fa. Lì. Gli schemi e le marcature saltano. Confusione. Sono le 17.00. 17 per sessanta, quindi multiplo di tre. Va bene. Ma tutto il resto esce dagli schemi. Caos. Questo è buono. Non sono preparato e mi piace. Caos. Il tramonto.

Tutti gli ingredienti per creare il Momento Perfetto. Mancava solo qualcosa. Qualcuno. Qualcuna. Una Persona.
Ma nononostante questo un semplice sabato pomeriggio è stato il contenitore più adatto per un bellissimo momento. Forse per tanti bellissimi momenti scanditi dalle note dei musicisti elencati sopra.
La musica, forse l'ingrediente migliore per crearsi dei momenti più o meno perfetti.

"Ferma un tassista
Strappagli le mani dal volante
Digli di restare fermo
Lascia andare il tassametro
E paga
Paga per ogni posto che non vedrai mai
"


El Muniria - Fermati qui (Dubash Marg)
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